Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo – 6

 

Cosimo Rosselli " Discorso della montagna- guarigione del lebbroso"

 

 

CAPO VI

Continua il discorso della montagna. Della retta intenzione nell’elemosina, nella preghiera, nel digiuno, 1-18.  —  Distacco dai beni della terra, 19-34.

 

 1 Attendite ne iustitiam vestram faciatis coram hominibus, ut videamini ab eis: alioquin mercedem non habebitis

   apud patrem  vestrum, qui in caelis est.

1 Badate di non fare le vostre buone opere alla presenza degli uomini col fine di essere veduti da loro: altrimenti non ne sarete

rimunerati dal Padre che è  nei cieli.

 2 Cum ergo facia eleemosynam, noli tuba canere ante te, sicut hypocritae  faciunt in synagogis, et in vicis,

    ut honorificentur ab hominibus: Amen dico vobis, receperunt mercedem suam.

2 Quando dunque fai limosina, non suonar la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze,

per essere onorati dagli uomini: vi dico in verità, che costoro hanno ricevuto la loro mercede.

 3 Te autem faciente eleemosynam, nesciat sinistra tua quid faciat dexetera tua:

3 Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra,

 4 Ut sit eleemosyna tua in abscondito, et pater tuus, qui videt in abscondito, reddet tibi.

4 dimodochè la tua limosina sia segreta: e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

 5 Et cum oratis, non eritis sicut hypocritae, qui amant in synagogis, et in angulis platearum stantes orare, ut videantur

     ab hominibus: amen dico vobis, receperunt mercedem suam.

5 E quando pregate, non fate come gl’  ipocriti, i quali amano di stare a pregare nelle sinagoghe e agli angoli

delle piazze, affine di essere osservati dagli uomini: in verità vi dico: hanno ricevuto la loro ricompensa.

  6 Tu autem cum oraveris, intra in cubiculum tuum, et clauso ostio, ora patrem tuum in abscondito, reddet tibi.

6 Ma tu quando fai orazione, entra nella tua camera, e chiusa la porta, prega in segreto il tuo Padre: e il Padre tuo,

che vede  nel segreto, te ne renderà la ricompensa.

  7 Orantes autem, nolite multum loqui, sicut ethnici: putant enim quod in multiloquio suo exaudiantur.

7 Non vogliate nelle vostre orazioni, usar molte parole, come i pagani: perchè essi pensano d’essere

esauditi mediante il molto parlare.

  8 Nolite ergo assimilari eis, scit enim pater vester, quid opus sit vobis, antequam petatis eum.

8 Non siate adunque com’ essi: poichè il vostro  Padre  sa, prima che gliele domandiate, di quali cose abbiate bisogno.

  9 Sic ergo vos orabitis: Pater noster, qui es in caelis: santificetur nomen tuum.

9 Voi dunque, pregate così:  Padre nostro, che sei ne’ cieli, sia santificato il nome tuo.

10 Adveniat regnum tuum: Fiat voluntas tua, sicut in caelo, et in terra.

10 Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così in terra.

11 Panem nostrum supersubstantialem da nobis hodie.

11 Dacci oggi il necessario nostro pane.

12 Et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris.

12 E rimettici i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo ai nostri debitori.

13 Et ne nos inducas in tentationem. Sed libera nos a malo. Amen.

13 E non ci indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.

14 Si enim dimiseritis hominibus peccata eorum: dimittet et vobis pater vester caelestis delicta vestra.

14 Imperocchè se voi perdonerete agli uomini i loro mancamenti: il vostro Padre celeste vi perdonerà

similmente i vostri peccati.

15 Si autem non dimiseritis hominibus peccata eorum: nec pater vester dimittet vobis peccata vestra.

15 Ma se voi non perdonerete agli uomini i loro mancamenti: nè meno il Padre celeste perdonerà a voi

i vostri peccati.

16 Cum autem ieiunatis, nolite fieri sicut hypocritae tristes, exterminant enim facies suas, ut

appareant, hominibus ieiunantes. Amen dico vobis, quia receperunt mercedem suam.

16 Quando poi digiunate, non vogliate far i malinconici, come gl’ ipocriti: perocchè questi sfigurano il proprio

volto, affin di dar a conoscere agli uomini che digiunano. In verità vi dico, che han ricevuta la loro mercede.

17 Tu autem, cum ieiunas unge caput tuum, et faciem tua lava.

17 Ma tu, quando digiuni, profumati la testa, e lavati la faccia:

18 Ne videaris hominibus ieiunans, sed patri tuo, qui est in abscondito: et pater tuus, qui videt

in abscondito, reddet tibi.

18 affinchè il tuo digiuno sia noto non agli uomini, ma al tuo Padre celeste, il quale sta nel segreto: e il Padre

tuo, il quale vede in segreto, te ne darà la ricompensa.

19 Nolite thesaurizare vobis thesauros in terra: ubi aerugo, et tinea demolitur, et ubi fures

effondiunt, et furantur.

19 Non cercate di accumulare tesori sopra la terra: dove la ruggine e la tignuola consumano: e dove i ladri

dissotterrano e rubano:

20 Thesaurizate autem vobis thesauros in caelo: ubi neque aerugo, neque tinea demolitur, 

et ubi fures non effondiunt, nec furantur.

20 ma procurate di accumulare tesori nel cielo: dove la ruggine e la tignuola non consumano: e dove i

ladri non dissotterrano nè rubano.

21 Ubi enem est thesaurus tuus, ibi est et cor tuum.

21 Poichè dov’è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore.

22 Lucerna corporis tui est oculus tuus. Si oculus tuus fuerit simplex: totum corpus tuum lucidum erit.

22 Lucerna del tuo corpo è il tuo occhio: Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà illuminato.

23 Si autem oculus tuus fuerit nequam: totum corpus tuum tenebrosum erit. Si ergo lumen, 

quod in te est, tenebrae sunt: ipse tenebrae quantae erunt?

23 Ma se il tuo occhio è difettoso, tutto il tuo corpo sarà ottenebrato. Se adunque la luce, che è in te, diventa

tenebrosa: quanto grandi saranno le tenebre?

24 Nemo potest duobus dominis servire: aut enim unum odio habebit, et alterum diliget:

aut unum sustinebit, et alterum contemnet. Non potestis Deo servire, et mammonae.

24 Nessuno può servire due padroni: imperocchè o odierà l’uno e amerà l’altro: o sarà affezionato

al primo e disprezzerà il secondo. Non potete servire a Dio e a Mammone.

25 Ideo dico vobis ne soliciti sitis animae vestrae quid manducetis, neque corpori vestro

quid induamini. Nonne anima plus est quam esca: et corpus plus quam vestimentum.

25 Per questo vi dico: non vi prendete affanno nè di quello onde alimentare la vostra vita, nè di quello

onde vestire il vostro corpo. La vita non vale ella più dell’alimento, e il corpo più del vestito?

26 Respicite volatilia caeli, quoniam non serunt, neque metunt, neque congregant in horrea:

et pater vester caelestis pascit illa. Nonne vos magis pluris estis illis?

26 Gettate lo sguardo sopra gli uccelli dell’aria, i quali non seminano, nè mietono, nè empiono granai:

e il vostro Padre celeste li pasce. Non siete voi assai da più di essi?

27 Quis autem vestrum cogitans potest adiicere ad staturam suam cubitum unum?

27 E chi è di voi che con tutto il suo pensare possa aggiungere alla sua statura un cubito?

28 Et de vestimento quid sollicitis estis? Considerate lilia agri quomodo crescunt:

non laborant, neque nent.

28 E perchè vi prendete pena pel vestito? Pensate come crescono i gigli del campo: essi non

lavorano e non filano.

29 Dico auetm vobis quoniam nec Salomon in omni gloria sua coopertus est 

sicut unum ex istis.

29 Ora io vi dico che nè meno Salomone con tutta la sua splendidezza fu mai vestito come uno di questi.

30 Si auetm foenum agri, quod hodie est, et cras in clibanum mittitur, Deus sic vestit:

quanto magis vos modicae fidei?

30 Se adunque in tal modo riveste Dio un’erba del campo, che oggi è, e domani vien gettata nel forno:

quanto più voi, gente di poca fede?

31 Nolite ergo soliciti esse, dicentes: Quid manducabimus, aut quid bibemus, aut quo operiemur?

31 Non vogliate adunque angustiarvi dicendo: Cosa mangeremo, o cosa berremo, o di che vestiremo?

32 Haec enim omnia gentes inquirunt. Scit enim pater vester, quia his ominibus indigetis.

32 Imperocchè tali cose ricercano i Gentili. Ora il vostro Padre sa che di tutte queste cose avete bisogno.

33 Quaerite ergo primum regnum Dei, et iustitiam ejus: et haec omnia adiicientur vobis.

33 Cercate adunque in primo luogo il regno di Dio e la sua giustizia: e avrete di soprappiù tutte queste cose.

34 Nolite ergo soliciti esse in crastinum. Crastinus enim dies solicitus erit sibi ipsi, sufficit

diei malitia sua.

34 Non vogliate dunque mettervi in pena pel domani. Imperocchè il domani avrà pensiero per sè:

basta a ciascun giorno il suo affanno.