Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo – 5

Sebastiano Ricci "Discorso della montagna"

 

CAPO V

Discorso della montagna. Le beatitudini, 1-12 . —    Importanza dell’ Apostolato, 13-16..  —    La Nuova Legge complemento dell’Antica, 17-48.

 

 1 Videns autem Iesus turbas, ascendit in montem, et cum sedisset, accesserunt ad eum discipuli eius.

1 Gesù vista quella turba salì sopra un monte: ed essendosi posto a sedere, si accostarono a lui i suoi discepoli. Ed egli,

2 Et aperiens os suum docebat eos. dicens:

2 aperta la sua bocca, li ammaestrava dicendo:

3 Beati pauperes spiritu: quoniam ipsorum est regnum coelorum.

3 Beati i poveri di spirito: perchè di questi è il regno dei cieli.

4 Beati mites: quoniam ipsi possidebunt terram.

4 Beati i mansueti: perchè possederanno la terra.

5 Beati, qui lugent: quoniam ipsi consolabuntur.

5 Beati coloro che piangono: perchè saranno consolati.

6 Beati, qui esuriunt, et sitiunt iustistiam: quoniam ipsi saturabuntur.

6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia: perchè saranno satollati.

7 Beati misericordes: quoniam ipsi misericordiam consequentur.

7 Beati i misericordiosi: perchè troveranno misericordia.

8 Beati mundo corde: quoniam ipsi Deum videbunt.

8 Beati i puri di cuore: perchè vedranno Dio.

9 Beati pacifici: quoniam filii Dei vocabuntur.

9 Beati i pacifici: perchè saranno chiamati figli di Dio.

10 Beati, qui persecutionem patiuntur propter iustitiam: quoniam ipsorum est regnum coelorum.

10 Beati, quelli che soffrono persecuzione per amore della giustizia: perchè di essi è il regno dei cieli.

11 Beati estis cum maledixerint vobis, et persecuti vos fuerint, et dixerint omne malum adversus vos

     mentientes, propter me:

11 Beati siete voi, quando vi malediranno e vi perseguiteranno, e mentendo diranno di voi ogni male per causa mia.

12 Gaudete, et exultate, quoniam merces vestra copiosa est in caelis, sic enim persecuti sunt

     prophetas, qui fuerunt ante vos.

12 Rallegratevi, ed esultate: perchè grande è la vostra ricompensa ne’ cieli: poichè così hanno perseguitato i profeti

che sono stati prima di voi.

 

Domenico Ghirlandaio "Vocazione dei primi Apostoli"

 

13 Vos estis sal terrae. Quod si sal evanuerit, in quo salietur? ad nihilum valet ultra, nisi ut mittatur foras, et conculcetur 

      ab hominibus.

13 Voi siete il sale della terra. Che se il sale diventa scipito, con con che si salerà egli? Non è più buono a nulla, se non

ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

14  Vos estis lux mundi. Non potest civitas abscondi supra montem posita.

14  Voi siete la luce del mondo. Non può essere nascosta una città situata sopra un monte.

15  Neque  accendunt lucernam, et ponunt eum sub modio, sed super candelabrum ut luceat omnibus,

     qui in domo sunt.

15  nè accendono la lucerna e la mettono sotto il moggio, ma sopra il candeliere, affinchè faccia lume a tutta la gente di casa.

16 Sic luceat lux vestra coram hominibus : ut videant opera vestra bona, et glorificent patrem vestrum , qui

in caelis est.

16  Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinchè veggano le vostre buone opere e glorifichino il vostro

Padre, che è nei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 Nolite putare quoniam veni solvere legem, aut prophetas: non veni solvere, sed adimplere.

17 Non vi date a credere che io sia venuto per sciogliere la legge o i profeti: non son venuto per sciogliere, ma per adempire.

18 Amen quippe dico vobis, donec transeat caelum et terra, iota unum, aut unus apex non praeteribit

a lege, donec omnia fiant.

18 Chè in verità vi dico, finchè non perisca il cielo e la terra, non perirà un jota o un apice solo della legge

fino a tanto che tutto sia adempito.

19 Qui ergo solverit unum de mantatis istis minimis, et docuerit sic homines, minimus vocabitur

in regnum caelorum: qui autem fecerit et docuerit, hic magnus vocabitur in regno caelorum.

19 Chiunque pertanto violerà uno di questi comandamenti minimi e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato

minimo nel regno dei cieli: ma colui che avrà operato e insegnato, questi sarà tenuto grande nel regno de’ cieli.

20 Dico enim vobis, quia nisi abundaverit justitia vestra plus quam Scribarum, et Pharisaeorum,

non intrebitis in regnum caelorum.

20 Vi dico invero che se la vostra giustizia non sarà più abbondante di quella degli Scribi e dei Farisei, non

entrerete nel regno dei cieli.

21 Audistis quia dictum est antiquis: Non occides: qui autem occiderit, reus erit iudicio.

21 Udiste che fu detto dagli antichi: Non ammazzare: e chiunque avrà ammazzato, sarà condannato in giudizio.

22 Ego autem dico vobis: quia omnis, qui irascitur fratri suo, reus erit iudicio. Qui autem dixerit

frati suo, raca: reus erit concilio. Qui auetm dixerit, fatue: reus erit gehennae ignis.

22 Ma io vi dico che chiunque si adirerà contro del suo fratello, sarà condannato in giudizio. E chi avrà detto

al suo fratello: raca, sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto : stolto, sarà condannato  al fuoco della gehenna.

23 Si ergo offers munus tuum ad altare , et tibi recordatus fueris quia frater tuus habet aliquid

      adversum te:  

23 Se dunque tu stai per fare l’offerta all’altare, e ivi ti viene alla memoria che il tuo fratello ha qualche cosa

contro di te,

24 Relinque ibi munus tuum ante altare, et vade prius reconciliari fratri tuo: et tunc veniens

offers munus tuum.

24 posa lì la tua offerta davanti all’altare, e va a riconciliarti prima col tuo fratello: e poi ritorna

a fare la tua offerta.

25 Esto consentiens adversario tuo cito dum es in via cum eo: ne forte tradat te adversarius

iudici, et iudex tradat te ministro: et in carcerem mittaris.

25 Accordati presto col tuo avversario, mentre sei con lui per istrada; affinchè per disgrazia il tuo avversario

non ti ponga in mano del giudice:  e il giudice in mano al ministro: e tu venga cacciato in prigione.

26 Amen dico tibi, non exies inde, donec reddas novissimum quadrantem.

26 Ti dico in verità: non uscirai di lì prima di aver pagato sino all’ultimo quadrante.

27 Audistis quia dictum est antiquis: Non moechaberis. 

27 Udiste che fu detto agli antichi: Non fare adulterio.

28 Ego autem dico vobis: quia omnis, qui viderit mulierem ad concupiscendum eam, iam moechatus

est eam in corde suo.

28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso in cuor suo adulterio con essa.

29 Quod si oculus tuus dexter scandalizat te, erue eum, et proiice abs te: expedit enim tibi

ut pereat unum membrorum tuorum, quam totum corpus tuum mittatur in gehennam.

29 Che se il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo e gettalo via da te: poichè è meglio per te, che perisca

uno dei tuoi membri, che essere buttatto tutto il tuo corpo nell’inferno.

30 Et si dextra manus tua scandalizat te, abscide eam, et proiice abs te: expedit enim tibi ut

pereat unum membrorum tuorum , quam totum corpus tuum eat in gehennam.

30 E se la tua mano destra ti scandalizza, troncala, e gettala lungi da te: poichè è meglio per te che perisca

uno dei tuoi membri, che andare tutto il tuo corpo nell’inferno.

31 Dictum est autem : Quicumque dimiserit uxorem suam det ei libellum repudii.

31 Fu pur detto: Chiunque rimanda la propria moglie, le dia il libello del ripudio.

32 Ego autem dico vobis: Quia omins, qui dimiserit uxorem suam, excepta fornicationis 

causa, facit eam moechari: et qui dimissam duxerit, adulterat.

32 Ma io vi dico: Che chiunque rimanda la sua moglie, eccetto per ragioni di fornicazione, la fa divenire

adultera: e chi sposa la donna ripudiata, commette adulterio.

33 Iterum audistis quia dictum est antiquis: Non periurabis: reddes autem Domino iuramenta tua.

33 Similmente udiste che fu detto agli antichi: Non violare il giuramento: ma rendi al Signore quanto hai giurato.

34 Ego autem dico vobis, non iurare omnino, neque per caelum, quia trhonus Dei est:

34 Ma io vi dico di non giurare in modo alcuno; nè pel cielo, perchè è il trono di Dio,

35 Neque per terram, quia scabellum est pedum ejus: neque per Ierosolymam, quia civitas 

est magni regis;

35 nè per la terra, perchè è sgabello dei suoi piedi: mè per Gerusalemme, perchè è la città del gran re:

36 Neque per caput tuum iuraveris, quia non potes unum capillum album facere, aut nigrum.

36 nè giurerai per la tua testa, perchè tu non puoi far bianco o nero uno de’ tuoi capelli.

37 Sit autem sermo vester, Est, est:  Non, non : quod autem his abundantius est, a malo est.

37 Ma sia il vostro parlare: sì, sì; no, no: perchè il di più vien da cosa mala.

38 Audistis quia dictum est: Oculum pro oculo, et dentem pro dente.

38 Udiste che fu detto: Occhio per occhio, e dente per dente.

39 Ego autem dico vobis, non resistere malo; sed si quis te percusserit in dexeteram maxillam

tuam, praebe illi et alteram:

39 Ma io vi dico di non resistere al male, ma a chi ti percuote nella guancia destra, presentagli anche l’altra:

40 Et ei, qui vult tecum iudicio contendere, et tunicam tuam tollere, dimitte esi et pallium.

40 E a colui che vuol muoverti lite e toglierti la tua tonaca, cedigli anche il mantello:

41 Et quicunque te angariaverit mille passus, vade cum illo et alia duo.

41 E se uno ti sforzerà a correre un miglio, va con esso per altre due miglia.

42 Qui petit a te, da ei: et volenti mutuari a te, ne avertaris.

42 Dà a chiunque ti chiede: e non rivolger la faccia da chi vuol chiederti in prestito qualche cosa.

43 Audistis quia dictum est: Diliges proximum tuum, et odio habebis inimicum tuum.

43 Udiste che fu detto:  Amerai il prossimo tuo, e odierai il tuo nemico.

44 Ego autem dico vobis: Diligite inimicos vestros, benefacite his, qui odierunt vos: et orate pro

persequentibus, et calumniantibus vos:

44 Ma io vi dico: Amate i vostri nemic: fate del bene a coloro che vi odiano: e pregate per coloro che vi perseguitano

e vi calunniano,

45 Ut sitis filii patris vestri, qui in caelis est: qui solem suum oriri facit super bonos, et malos: et

pluit super iustos et iniustos.

45 affinchè siate figli del Padre vostro che è nei cieli, il quale fa levare il suo sole sopra i buoni e sopra i cattivi: e

manda la pioggia pei giusti e per gl’iniqui.

46 Si enim diligitis eos, qui vos diligunt quam mercedem habebitis? nonne et publicani  hoc faciunt?

46 Poichè se amate coloro che vi amano, che premio avrete voi? non fanno forse altrettanto anche i pubblicani?

47 Et si salutaveritis fratres vestros tantum quid amplius facitis? nonne et ethnici hoc faciunt?

47 E se saluterete solo i vostri fratelli, cosa fate di speciale? non fanno forse altrettanto i gentili?

48 Estote ergo vos perfecti, sicut et pater vester caelestis perfectus est.

48 Siate dunque voi perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è ne’ cieli.